L'avv.Gina Lupo è iscritta alle liste del gratuito patrocinio  


CHE COSA E’ IL GRATUITO PATROCINIO?

E' l’istituto a spese dello Stato che garantisce il diritto di difesa e, quindi, il diritto di farsi assistere da un avvocato, iscritto in apposite liste e il cui onorario sia a carico dello Stato, in capo a persone che:
non abbiano mezzi adeguati;
si trovano in condizioni economiche precarie;
non possano provvedere in maniera autonoma al pagamento delle spese giudiziali. 

E’ previsto per:

- i processi civili
- i processi penali
- i processi tributari
- processi amministrativi.
 

CHI HA DIRITTO AL GRATUITO PATROCINIO?

Hanno diritto al gratuito patrocinio:

- tutti I cittadini italiani;
- gli apolidi (cioè coloro che sono privi di cittadinanza);
- gli enti o le associazioni senza fini di lucro che non esercitano attività economiche;
- gli stranieri con regolare permesso di soggiorno.
- chi possiede un reddito imponibile, risultante dall'ultima dichiarazione, non superiore a euro 11.369,24

Nel caso in cui vi siano conviventi, l’ammontare del reddito è dato dalla somma dei redditi di tutti i componenti del nucleo familiare. 


CHI NON HA DIRITTO AL GRATUITO PATROCINIO?

E’ escluso dal gratuito patrocinio:                        

nei giudizi penali:
- chi è indagato, imputato o condannato per reati di evasione fiscale:
- chi è difeso da più di un avvocato;

 negli altri giudizi:
- chi sostiene ragioni manifestamente infondate;
- chi intenti una causa per cession di crediti.

Il giudice può revocare il gratuito patrocinio anche dopo che lo stesso è stato ammesso.
 

COME SI OTTIENE IL GRATUITO PATROCINIO IN SEDE CIVILE?

Presentare una domanda ( il modulo si trova presso le segreterie dei Consigli dell’Ordine o si può scaricare dal link a piè pagina)

in triplice copia
in carta semplice
oppure tramite racc. A/R.
sottoscritta  dall'interessato a pena di inammissibilità
autenticata dal difensore
da presentare/inviare alla segreteria del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati.

 

COME SI OTTIENE IL GRATUITO PATROCINIO IN SEDE PENALE?

Presentare una domanda (v. modello) sottoscritta  dall'interessato a pena di inammissibilità e autenticata dal difensore
o dal difensore (anche in udienza)
oppure tramite racc. A/R.
da presentare/inviare all’ufficio del magistrato davanti al quale pende il processo.

 La domanda viene valutata dal magistrato il quale, con decreto motivato, può:
- dichiararla inammissibile
- ammetterla
- rigettarla.

Contro il rigetto, l'interessato può proporre ricorso, entro venti giorni dalla conoscenza dello stesso, davanti al presidente del tribunale o al presidente della corte d'appello ai quali appartiene il magistrato che ha emesso il decreto di rigetto.


 Mod. Gratuito Patrocinio (da scaricare)                                                                                        ​ Vai alla pagina "Servizi"